Un anno fa mi sarei accontentato di dire: “Ok, stiamo lavorando bene”.
Oggi invece mi ritrovo a dire una frase più strana, più grande, più vera: è stato un anno di Meraviglia (nota la M maiuscola, tanta roba :D )
E no, non lo dico “da post motivazionale”. Lo dico perché quando metti insieme tutto quello che è successo — palco dopo palco, video dopo video, scuola dopo scuola — ti accorgi che non è solo crescita. È trasformazione. È quel momento in cui smetti di “fare cose” e inizi a costruire un mondo. Si, sto invecchiando, mi trovo a fare considerazioni quasi sensate.
Il mio mondo è fatto di pupazzi, teatro, risate (anche intelligenti…), storie, bambini e genitori che ridono insieme.
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Il ritorno in TV: Telethon con la Rai (e una botta di emozione)
Se proprio devo mettere una cosa al primo posto, senza pensarci troppo, metterei questa:
siamo tornati in TV, a Telethon con la Rai. (Forse perchè è ancora calda calda, forse perché non ci speravo…)
Per me la TV non è “vanità”. È un segnale: quello che stai facendo funziona anche fuori dalla tua bolla.
Ed è stato un grande successo. Di quelli che ti ricordano perché ti sei messo su questa strada, anni fa, quando nessuno “capiva” davvero cosa stavi costruendo… e nemmeno io lo capivo. Andavo a sensazioni.
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100.000 su YouTube: una cifra che pesa (in senso buono)
Lo so, i numeri sono numeri. Però mentirei se dicessi che non mi ha fatto effetto…
Perché 100.000 non è solo una targa mentale: è la prova che c’è una community che sceglie di seguirti, che torna, che si affeziona ai personaggi, che sente quel “micro-mondo” come qualcosa di suo.
E per uno come me, che crea storie e personaggi, è una conquista enorme.
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Instagram: da 14k a 32k. Numeri pu- pazzi (per davvero)
Numeri che fino a poco tempo fa mi sembravano “da altri”, da gente di Zelig, da gente che fa vedere i muscoli e le mutande…
E invece eccoci qui: più persone, più famiglie, più organizzatori, più gente che mi scrive dicendo: “Ti ho visto… e voglio portarti qui”.
E la cosa bella è che questa crescita non è arrivata “per magia”.
È arrivata perché ho continuato a fare quello che so fare: portare energia, ironia e cuore, e farlo con costanza. Senza guardare a “mondo adulti”, o “mondo bambini”, ma contaminato entrambi del “bello” che trovo per strada.
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Forme Vive: una scommessa che ha preso forma. E vita. (Che mantra per Fome Vive!, giuro mi è venuta ora…)
Se dovessi descrivere Forme Vive con una parola direi: tana.
Ma una tana viva. Che respira. Che produce. Che accoglie.
Forme Vive sta diventando passo dopo passo quello che sognavo:
un posto dove fare laboratori, costruire produzioni, provare idee, far nascere contenuti, preparare spettacoli. Non solo “una sala”. Ma un laboratorio creativo vero.
Ogni volta che entro lì dentro mi viene da pensare:
“Ok. Questa non è una cosa provvisoria. Questa è la casa del progetto.”
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In questo anno c’è stata anche tanta strada.
Teatri pieni. Tanti spettacoli. Tanti villaggi turistici in estate.
E questa è una parte che amo: perché il palco non mente.
Se funziona lì, funziona ovunque. Se una risata parte vera, non la fermi più. E quando vedi bambini e genitori ridere insieme… capisci che stai facendo il tipo di intrattenimento che volevi: familiare, pulito, intelligente, condivisibile. INCLUSIVO.
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Un’altra tappa gigante: è uscito un nuovo libro.
E non un “progettino”, ma un romanzo: “Un circo di guai”.
Scrivere un romanzo, mentre fai spettacoli, contenuti, laboratori, scuole… è una di quelle cose che ti fanno capire che hai scelto una vita un po’ folle.
Ma anche bellissima.
Per me i libri non sono un prodotto “in più”: sono un pezzo del mondo narrativo. Sono un modo per far durare l’esperienza oltre lo spettacolo. E per farla entrare nelle case.
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Poi c’è stata “Città Giungla”: la canzone con Ale e il video insieme ai bambini di Forme Vive.
Un progetto che ha dentro una cosa fondamentale: la comunità.
Perché non è solo “una canzone”.
È un modo per dire: questa roba non esiste solo sul palco. Esiste nelle persone. Nelle classi. Nei laboratori. Nelle facce vere.
Una scommessa vinta, iniziata da un foglio bianco e una chitarra da accordare.
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Le scuole e “Il mostro mangia diritti”: un successo enorme a Foligno
E qui ci tengo tantissimo:
il nuovo spettacolo “Il mostro mangia diritti”, per la Giornata Mondiale dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, è stato un successo enorme nelle scuole di Foligno.
Quando riesci a fare una cosa difficile — parlare di diritti, valori, regole, rispetto — e farlo senza “predica”, senza “retorica”, con ironia, teatro e personaggi… allora senti di stare facendo davvero il tuo lavoro.
Intrattenere, sì. Ma anche lasciare qualcosa, seminare.
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Il team? Diciamolo: one man show (quasi sempre)
Ora, mettiamo le cose in chiaro, con umiltà:
il mio team, spesso, sono io.
Faccio quasi tutto da solo. Con poche collaborazioni mirate (preziose), ma ancora poche.
E questo è sia un punto di forza che un limite: perché ti rende veloce, coerente, “autentico”… ma ti stanca anche. E soprattutto, a un certo punto, ti obbliga a scegliere: o rimani “artigiano solitario”, oppure inizi a costruire una squadra.
Nel futuro voglio consolidare e ampliare. Con calma, bene, e con persone giuste.
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Successi e insuccessi: perché a volte si vince, a volte si impara
E’ già… quest’anno non è andato tutto liscio.
E meno male.
Perché a volte si vince, a volte si impara.
E la verità è semplice: senza imparare non si vince mai davvero.
Ho imparato a non considerare gli insuccessi come “cadute”. Ho imparato che vanno vissuti come prove tecniche di futuro.
Ti mostrano cosa va aggiustato, cosa tagliare, cosa rinforzare. E ti costringono a diventare più bravo. Più chiaro. Più vero. O semplicemente più centrato.
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E adesso?
Cosa riserva il futuro?
Ho in mente cose fighissime.
Ma il sogno più grande è questo: portare il mio micro-mondo di pupazzi nei grandi teatri, con una produzione vera, potente, curata,
Non per fare “più grande” tanto per…
Ma per fare più bello. Più emozionante. Più memorabile.
Uno spettacolo che non sia solo intrattenimento, ma evento. Esperienza. Racconto. Tribù.
E se troverò una produzione che ci crede insieme a me… succederanno cose.
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Per chi organizza eventi, piazze, Comuni, Pro Loco e villaggi turistici
Se stai cercando uno spettacolo che funzioni davvero dal vivo, per famiglie, piazze e villaggi, e che sia:
• adatto a bambini e genitori insieme
• energico, comico, ma pulito e intelligente
• perfetto per eventi comunali, Pro Loco, feste di piazza, rassegne estive, villaggi turistici
• con personaggi riconoscibili e un mondo narrativo già forte (TV, social, libri)
…allora questo è esattamente il tipo di viaggio che possiamo fare insieme.
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Un anno di meraviglia non è un anno perfetto.
È un anno in cui succedono cose vere, e tu ci sei dentro fino al collo, con le mani piene di idee e la testa piena di “e adesso?”.
E io, adesso, ho una certezza: il bello deve ancora arrivare.
Allora, come direbbe Zio Cesare:
2026 Nun te temo!
Ah, BUON ANNO A VOI, che la Vostra vita possa essere piena di Meraviglia. E GIoia.


