Rosicare di meno, lavorare di più.

Rosicare di meno, lavorare di più.

Rosicare di meno, e lavorare di più.

Dilagano polemiche sui “colleghi” che offrono spettacoli a pochi spicci; abusivi doppiolavoristi del weekend che “per 50 euro distruggono il mercato e svalutano il mestiere dell’intrattenitore”.
Ebbene io sarò una mosca bianca ma non la penso così.
Credo fortemente nella necessità della coesistenza in ambito di intrattenimento di amatori e di professionisti. E’ compito di noi professionisti dell’intrattenimento essere sempre in grado di far capire il divario, di dare il giusto peso alla creatività, all’originalità. 
E se il gestore di un locale, o il pubblico, non capisce questo, vuol dire che non siamo stati abbastanza bravi a fare la differenza.
Noi artisti, imprenditori di noi stessi, dovremmo imparare a vivere il nostro lavoro con la professionalità che merita. Postare contenuti professionali, avere sempre materiale di scena bello, pulito ed elegante, allestimenti anche minimi ma decorosi. Spesso alcuni credono di riuscire a rimediare a questo aspetto etichettandosi “artisti di strada”… ma anche la strada necessita di un decoro elegante. Il pubblico vuole LA BELLEZZA… e non parlo di bellezza estetica ma di eleganza, armonia, impatto, bilanciamento. Sento artisti usare impianti audio che gracchiano come fossero mangianastri del 70… quando ora con 300 euro compri un impianto decorosissimo. Non è tollerabile questo. 
Se i cachet vanno calando la colpa non è di chi svende perché tanto fa anche altro… lasciarteli fare, abbiamo iniziato tutti infondo. Voglio vedervi chiedere 500 euro per la prima esibizione della carriera… dai per favore stiamo coi piedi per terra.
Essere imprenditori di noi stessi vuol dire guardare a chi con spettacoli di livello simile al nostro riesce a fare più soldi di noi, non a chi ne chiede meno. E chiedetevi perché ci riescono. Quello, forse, è un buon punto di partenza per rosicare di meno, e lavorare di più.
Buon lavoro!